Mercosur e fiere internazionali: nuove opportunità di export per le PMI italiane

Mercosur e fiere internazionali: nuove opportunità di export per le PMI italiane

Mercosur e fiere internazionali: nuove opportunità di export per le PMI italiane 768 432 I-SPED

Negli ultimi mesi l’attenzione sull’accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur è tornata al centro del dibattito economico. Un’intesa che, una volta ratificata, coinvolgerà un’area da oltre 260 milioni di consumatori e che punta a ridurre progressivamente i dazi su gran parte degli scambi tra Europa e Sud America.

Per le PMI italiane, questo scenario rappresenta molto più di un accordo commerciale: è la conferma di una tendenza già in atto, quella di guardare oltre i mercati tradizionali e saturi per individuare nuove opportunità di crescita. In questo contesto, le fiere internazionali diventano una leva strategica fondamentale per entrare e posizionarsi nei mercati emergenti.

Perché le PMI italiane guardano ai mercati emergenti

Negli ultimi anni, istituzioni e osservatori economici hanno evidenziato un cambiamento strutturale nelle strategie di export italiane. Europa occidentale e Nord America restano mercati centrali, ma presentano oggi margini di crescita sempre più limitati, forte concorrenza e dinamiche di prezzo complesse.

Al contrario, aree come il Sud America mostrano tassi di crescita economica superiori alla media dei mercati maturi, una classe media in espansione e una domanda crescente di prodotti ad alto valore aggiunto, in particolare nei settori in cui il Made in Italy è riconosciuto come meccanica, design, arredo, alimentare e moda.

Non è un caso che i più recenti piani di sostegno all’export italiano spingano le imprese a diversificare le destinazioni, riducendo la dipendenza da pochi mercati storici e aumentando la resilienza complessiva del business.

Accordo UE–Mercosur: cosa cambia per l’export italiano

L’accordo UE–Mercosur prevede la riduzione progressiva dei dazi su oltre il 90% delle merci scambiate, un maggiore accesso ai mercati sudamericani per i prodotti industriali europei e regole più chiare su standard, certificazioni e tutela delle indicazioni geografiche.

Per l’Italia, le stime indicano un potenziale incremento dell’export verso l’area Mercosur fino al 40% nel medio periodo, soprattutto per le PMI più strutturate e orientate all’internazionalizzazione.

I benefici, tuttavia, non saranno automatici. L’eliminazione dei dazi sarà graduale e richiederà preparazione, pianificazione e una presenza commerciale concreta sui mercati di riferimento.

Il punto di vista I-SPED: un interesse che cresce da tempo

Dal nostro osservatorio I-SPED, questo scenario non rappresenta una novità improvvisa. Da tempo registriamo un interesse crescente delle PMI italiane verso i mercati emergenti, e in particolare verso il Sud America, come naturale bacino di espansione dopo il consolidamento in Europa.

Sempre più aziende ci segnalano l’esigenza di non concentrare l’export sempre sugli stessi mercati, esplorare nuove aree senza esporsi a rischi eccessivi e approcciare mercati complessi in modo graduale e strutturato.

In questo percorso, le fiere internazionali rappresentano spesso il primo passo concreto per testare il mercato e costruire relazioni commerciali affidabili.

Fiere internazionali in Sud America: perché sono strategiche

Nei mercati emergenti, la presenza fisica resta un fattore decisivo. Le fiere internazionali consentono alle imprese italiane di entrare nel mercato in modo strutturato, comprendendo rapidamente la domanda reale, il posizionamento dei competitor e le aspettative di buyer e distributori locali.

In molti Paesi del Mercosur, il rapporto personale è centrale nei processi decisionali. Essere presenti in fiera rafforza la credibilità dell’azienda e accelera la creazione di partnership commerciali.

La fiera è anche uno strumento efficace per ridurre il rischio di internazionalizzazione, perché consente di valutare un mercato prima di investimenti più impegnativi come l’apertura di filiali o strutture locali.

Il ruolo della logistica fieristica internazionale

Affacciarsi a mercati extra-UE comporta complessità logistiche elevate, tra trasporti a lunga distanza, normative doganali, tempistiche rigide e coordinamento in loco.

Nel contesto fieristico, questi aspetti diventano ancora più critici. La logistica non è un dettaglio operativo, ma una componente strategica che tutela l’investimento commerciale dell’azienda, garantisce il rispetto delle scadenze fieristiche e riduce il rischio di ritardi, danni o costi imprevisti.

Una pianificazione logistica accurata è spesso ciò che fa la differenza tra una partecipazione efficace e un’occasione persa.

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